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PERCHE' SI VA KO: INTERVISTA A LUIGI DONELLI

PERCHE' SI VA KO: INTERVISTA A LUIGI DONELLI

 
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Perchè si finisce al tappeto dopo aver ricevuto un colpo sul mento? Perchè il fegato è un punto molto delicato per i pugili? Luigi Donelli torna sulle pagine di Purefights per rispondere a queste domande.

 

Siamo di nuovo in compagnia di Luigi Donelli, osteopata del team Rieducazione Posturale. 
Partiamo subito forte: perché negli sport da combattimento si va KO
?

 

Molti, e parlo principalmente di coloro che non seguono tanto gli sport da combattimento, pensano che i fighter/pugili vadano al tappeto per il dolore provocato da un colpo: NON è sempre così.
Il lottatore cade a terra perché ha una fase di spegnimento, un vero e proprio blackout temporaneo. 
Il cervello risiede all’interno della scatola cranica: il neurocranio, e quest’ultimo al suo interno ha anche dei “cuscinetti”, le meningi, membrane che proteggono l’encefalo dai traumi esterni e al cui interno è contenuto il liquido cerebro-spinale. 
Il KO si verifica quando il cervello urta in modo violento la scatola cranica, “come una gelatina contro un barattolo di vetro”, causando così un trauma cranico: il colpo è così forte che nemmeno le meningi possono attutirlo. Il corpo, quindi, va in una fase di emergenza, in blackout, la momentanea perdita di conoscenza (trauma commotivo), che può verificarsi dopo un colpo, è causata da una sorta di spegnimento temporaneo di specifici neuroni (cellule del sistema nervoso centrale) preposti al controllo dello stato di veglia.

 

Un taglio del peso esagerato può influire sui KO?

 

Assolutamente sì e non solo per una mancanza di energie.
Come già accennato precedentemente nelle meningi cerebrali e spinali circola il liquido cefalo-rachidiano che, tra le sue funzioni, ha anche quella di nutrire il sistema nervoso centrale (SNC). Tale liquido è composto per lo più da acqua, sali minerali e vitamine; se ti disidrati con un taglio del peso sbagliato vai a diminuire ogni tipo di liquido presente nel corpo, compreso il liquido cerebro-spinale, che attutisce i colpi e nutre il SNC migliorandone le prestazioni, è quindi molto più facile finire KO o infortunarsi se non si segue una giusta alimentazione e se si perdono troppi liquidi. 
Ovviamente questo non vuol dire che non si deve tagliare il peso, ma che non bisogna fare diete estreme togliendo energie al proprio corpo e disidratandolo.

 

Perché a volte non si perde subito conoscenza, ma si barcolla?

 

Quando si barcolla è perché sono state colpite delle parti specifiche del corpo ricche di propriocettori.
Solitamente avviene per via di colpi allo zigomo, all’orecchio o alla mandibola. Non è un caso che i pugili e i fighter di MMA cerchino di andare a segno proprio sul mento. L’articolazione temporo-mandibolare, formata da legamenti e da un piccolo menisco che ne permettono i movimenti, è ben innervata (nervo Trigemino) ed è ricca di propriocettori che aiutano il nostro cervello a capire il posizionamento del nostro corpo nello spazio. 
Se questo delicato sistema viene alterato con un trauma, i recettori propriocettivi inviano l’informazione al cervello segnalando che sono stati urtati e che la posizione della mandibola e del cranio sono cambiate (informazione afferente). Il cervello, di conseguenza, comunica anche al resto del corpo di spostarsi (informazione efferente); teniamo però presente che, allo stesso tempo, il sistema nervoso sta gestendo anche le azioni di combattere, rimanere in guardia davanti all’avversario, tenere le mani alzate, ecc. 
Si crea così un conflitto di informazioni da e verso l’encefalo che fa vacillare l’atleta: in pratica una parte di te vuole rimanere in piedi e combattere davanti all’avversario, mentre l’altra parte vuole che tu ti sposti sia per il colpo preso sia per lo stimolo neurologico ricevuto dai recettori, perciò barcolli. Sia chiaro che, con un pugno forte e ben assestato alla mandibola, l’input neurologico e il trauma muscolo-scheletrico possono essere così forti da ritrovarsi subito al tappeto in uno stato confusionale.

 

Come funziona invece il KO per via di un colpo al fegato?

 

Innanzitutto dobbiamo dire che il fegato è un organo nobile molto grande, ricco di sangue e con funzioni vitali importantissime. 
Quando tu colpisci il fegato, quest’ultimo viene “strizzato” come una spugna e fa uscire molto sangue (non come emorragia, ma proprio in termini di flusso sanguigno). Non è questo però che porta l’atleta al K.O, il problema è una volta terminato l’impatto del colpo. Infatti Il cervello riceve l’informazione che il fegato, organo nobile, ha bisogno immediato di sangue e, quindi, lo sottrae ad altre parti del corpo per risanare questa improvvisa ischemia epatica. È proprio in questo momento che l’atleta subisce un crollo ed è così costretto ad andare al tappeto per via del dolore e di una sensazione di malessere generale. 
Se noti, i pugili non vanno giù istantaneamente dopo un colpo al fegato ma ci finiscono soltanto 2-3 secondi dopo: è proprio l’effetto “spugna”.

 

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