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KAYLA HARRISON: DAGLI ABUSI ALL’ORO OLIMPICO
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Eccovi la biografia di una dei prospetti più interessanti a livello mondiale delle MMA femminili…

Kayla Harrison nasce il 2 Luglio del 1990 a Middletown, in Ohio, e comincia ad allenarsi nel judo all’età di 6 anni, grazie alla madre cintura nera, con il sogno, già dall’inizio, di diventare la migliore del mondo.

 

Dai 13 ai 16 anni viene molestata sessualmente da Daniel Doyle, suo allenatore ed amico della famiglia Harrison. L’allenatore si insinua subdolamente nella testa di Kayla arrivando a farla credere che un giorno i due si sposeranno.

Nel 2006, coraggiosamente, Kayla trova la forza di parlarne con un amico, il quale va subito ad avvisare la madre di lei, che, a sua volta, va a denunciare il tutto alla polizia.

Nel 2007 Doyle viene condannato a 10 anni di carcere e le conseguenze di questi abusi su Kayla sono disastrose, infatti dalla depressione arrivò a meditare il suicido.

 

La madre sapeva che la figlia doveva tornare a riprendere il controllo della sua vita e che Kayla, sul tatami, aveva il controllo su tutto, quindi decide di trasferirla a Boston, in Massachusetts, per allenarsi nell’accademia del campione mondiale Jimmy Pedro.

Nella sua nuova accademia, oltre a trovare un coach capace di indirizzarla, sia sulla vita personale che su quella sportiva, diventa amica e compagna di allenamento di Ronda Rousey, ed entrambi aiuteranno Kayla a tirare fuori il meglio di se stessa.

 

Kayla, grazie al judo, trova la forza di tornare a combattere per realizzare quel sogno di diventare la migliore di tutti.,

Nel 2008 non si qualifica alle olimpiadi ma vince i Campionati Mondiali Junior, nel 2010 vince i Campionati Mondiali, nel 2011 ottiene un bronzo sempre ai Campionati Mondiali e nel 2012 entra nella storia sportiva americana: sale sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi Estive di Londra, diventando la prima donna americana a vincere un oro olimpico nel judo.

Nel 2016 si conferma ancora campionessa olimpionica, conquistando l’oro a Rio de Janeiro, e le viene riconosciuto dall’associazione nazionale americana di judo il 6° grado di cintura nera, diventando la più giovane statunitense ad ottenere mai quel grado.

 

Verso la fine del 2016, dopo aver conquistato 2 ori olimpici, 1 oro e 2 bronzi ai mondiali e 2 ori ai panamericani, con un record di 45 vittorie e 7 sconfitte, ed esser diventata la miglior judoka femminile nella storia degli USA, decide di iniziare una carriera nelle Mixed Martial Arts professionistiche.

Viene annunciato che Kayla diventerà “ambasciatrice” delle World Series Of Fighting (rinominata nel 2017 Professional Fighters League), inizialmente come commentatrice e poi come fighter.

L’appellativo di “nuova Ronda Rousey” le viene addossato sin da subito, sia per il passato sportivo che per la loro amicizia, e le aspettative su di lei sono altissime.

 

Esordisce nelle MMA il 21 Giugno del 2018 all’evento PFL 2: 2018 Regular Season contro l’atleta ex-Bellator Brittney Elkin, e le bastano poco più di 3 minuti del primo round per sottomettere la sfidante con un armbar, submission che ha reso celebre l’amica Ronda.

 

Kyla, ad oggi, ha un record imbattuto di 5 vittorie, di cui 4 prima del limite (2 TKO, 2 SUB), ed ha adattato perfettamente il suo judo alla gabbia, ricercando sempre il takedown per poi dominare sulle avversarie grazie alla lotta.

Riuscirà ad ottenere lo stesso successo di Ronda Rousey?

Non perderti il suo ultimo match contro Morgan Frier all’evento PFL 4: 2019 Regular Season su www.purefights.tv!

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